La razza Rendena

La razza Rendena è una razza bovina autoctona dell'arco alpino, originaria dell'omonima vallata trentina, la Val Rendena, ed è tuttora allevata sul territorio nazionale per lo più nelle province di Trento, Padova e Vicenza.

Come la Grigio Alpina e la Valdostana, la razza Rendena è una delle poche tra le numerose razze autoctone italiane, che ha mantenuto e mantiene tuttora una significativa presenza locale, nonostante il sopravvento delle razze cosmopolite quali la razza Bruna e, soprattutto, la razza Frisona. In modo particolare la razza Rendena mantiene e sviluppa, nonostante la forte riduzione del patrimonio durante gli ultimi cinquant'anni, un'efficace organizzazione dei suoi allevatori, che le consente il riconoscimento di un certo ruolo nelle attività produttive zootecniche nazionali.

L'ente preposto al mantenimento, al miglioramento genetico e alla diffusione della razza è L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALLEVATORI BOVINI DI RAZZA RENDENA (A.N.A.RE.), istituita nel febbraio 1981 a richiesta della Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico della razza Rendena. Il libro Genealogico è riconosciuto dal Ministero dell'Agricoltura e Foreste dal 23 giugno 1980, per iniziativa degli allevatori Trentini, Vicentini e Padovani riuniti nelle Sezioni di Razza delle rispettive Associazioni Provinciali Allevatori (A.P.A.).Il Libro Genealogico Nazionale conta, al 31 dicembre 1998, 3.627 vacche sotto controllo, numero tale da far ritenere la razza a rischio d'estinzione e di conseguenza sovvenzionabile (Regolamento Comunitario 20/78 del 1992), ai fini della salvaguardia delle "biodiversità", stabilita dalle direttive della P .A.C. (Politica Agricola Comunitaria). Negli ultimi anni il numero di bovine di razza Rendena sottoposte ai controlli funzionali, è leggermente aumentato. Nel caso dell'ultimo decennio, tale incremento è dovuto, probabilmente, sia al contributo comunitario che al miglioramento delle prestazioni produttive medie della razza, aumentate di circa 30 kg l'anno, per quanto riguarda tutte le vacche, e addirittura di circa 40 kg l'anno per quanto riguarda le sole bovine primipare iscritte al Libro Genealogico Nazionale. 

Cenni storici

Una trattazione sulla razza Rendena non può trascurare la sua particolare e travagliata storia: da razza da latte più diffusa, assieme alla Grigio Alpina, del Nord Italia ai primi del 1900, all'attuale rischio d'estinzione (meno di 5.000 vacche sotto controllo).

Le prime documentazioni, su di un tipo di bovino affine all'attuale razza Rendena, risalgono all'inizio del 1700. Superate le pestilenze del 1700, ripopolati gli allevamenti della Val Rendena con l'importazione dalla Svizzera di capi con caratteristiche morfologiche molto simili e non riconducibili al ceppo della Bruna Alpina, la razza visse la sua maggior espansione nella seconda metà del 1800, allorquando era allevata in tutta la Lombardia e nel territorio delle Tre Venezie, dove si contavano circa 800.000 capi. Fu durante il 1900, che il patrimonio della razza cominciò a contrarsi, a causa delle linee politiche adottate che la volevano sostituita con la razza Bruna Svizzera.È documentato che nel 1946, già dopo trent'anni di politiche ostili all'allevamento delle razze autoctone, la razza, allora chiamata "Bruna di Rendena", contava nel Triveneto ancora più di 80.000 capi. In appena mezzo secolo il patrimonio s'era quindi ridotto di oltre 10 volte.A testimonianza dell'accanimento delle istituzioni, nel secolo scorso, contro questa razza e contro tutte le razze autoctone italiane, si riportano alcuni avvenimenti storici:- 1910: l'Ispettorato Zootecnico della Provincia di Trento decreta l'eliminazione dal territorio provinciale dei bovini di razza Rendena tramite l'incrocio di sostituzione, mediante l'ammissione alla monta naturale dei soli tori Bruno Alpini. La realizzazione piena di tale progetto non riuscì in conseguenza allo scoppio del Primo Conflitto Mondiale che distolse l'attenzione politica dalle questioni agricolo-zootecniche.- 1929: emanazione della legge 20.06.29 che stabilisce la concessione di aiuti economici consistenti per l'introduzione in Italia delle razze estere migliorate quali la Bruna Svizzera e la Frisona Olandese, a scapito delle numerose razze autoctone italiane.- 1931: al Convegno di Padova per lo sviluppo e il miglioramento del patrimonio zootecnico delle Tre Venezie, si decreta la totale eliminazione delle razze autoctone italiane non concedendo più l'autorizzazione alla monta se non praticata con tori delle razze estere migliorate. Nel 1937 è però concessa la deroga per l'allevamento d'alcuni nuclei di qualche migliaio di capi nelle province di Trento, Padova e Vicenza.- 1941: al Convegno di Merano (BZ), organizzato con il preciso scopo di aggiornare le direttive del Convegno di Padova del 1931, è sancita l'abolizione di tutte le deroghe per l'allevamento delle razze autoctone. In questo caso, fu il Secondo Conflitto Mondiale a far gravitare le attenzioni della politica su altre questioni prioritarie e quindi ad impedire la scomparsa dagli allevamenti dei bovini di razza Rendena.In definitiva, la casualità storico-temporale dei conflitti mondiali, spostando le attenzioni politiche dalle questioni non prioritarie quali quelle agricolo-zootecniche, ha consentito alla razza Rendena di sopravvivere fino agli anni '50-'60, dopodiché gli allevatori, organizzatisi prima a Trento e poi in Veneto nelle rispettive Sezioni di razza, hanno ottenuto dalle istituzioni competenti il riconoscimento dell'allevamento della loro razza. 

Caratteristiche della RAZZA RENDENA

La razza Rendena molto probabilmente discende, come la Frisona, la Reggiana, la Modenese, la Piemontese e la Valdostana Pezzata Rossa, dal ceppo del "Bos Longifrons"; appartiene quindi al gruppo delle così dette "Razze di Pianura", che si distinguono dalle "Razze Alpine" discendenti dal "Bos Frontosus" (quali Pezzate Rosse Italiana e d'Oropa, Grigio Alpina, Pinzgau, Tarina e Bruna) per la finezza del rivestimento cutaneo, della testa e della struttura ossea in generale, per la taglia ridotta e la duplice attitudine alla produzione di latte e carne.

Oggi queste razze, originariamente parenti, si presentano spiccatamente diverse dal punto di vista morfologico, sicuramente per la ormai secolare selezione e specializzazione impostate su di loro dall'uomo.I caratteri morfologici distintivi della razza Rendena, secondo lo standard morfologico riportato nelle norme tecniche del Libro Genealogico (Tabella 5) si riconducono a mole medio-leggera con spiccata finezza della struttura ossea e del rivestimento cutaneo, buona conformazione muscolare e mantello castano scuro, con ricercata riga mulina sul dorso.

Per quanto riguarda le attitudini produttive, le bovine di razza Rendena producono mediamente 45 quintali di latte per lattazione, con titoli di grasso e proteina rispettivamente intorno al 3.5% e 3.2%. La razza è allevata nelle più diverse tipologie d’azienda: dalle moderne aziende di pianura alle più tradizionali aziende di montagna. Pratica ancora molto diffusa per questa razza è il pascolamento delle essenze foraggere prodotte dai masi e dalle praterie di alta montagna, tramite l’alpeggio estivo, che interessa quasi tutto il giovane bestiame e oltre la metà delle vacche iscritte ai controlli funzionali. Il livello tecnico medio delle aziende interessate è sicuramente inferiore rispetto a quello delle razze specializzate da latte, in quanto spesso gli allevatori sfruttano la rusticità e la frugalità alimentare della razza per puntare sulla minimizzazione dei costi di produzione più che sulla quantità di latte prodotto. La razza sembra adattarsi ottimamente alle varie tipologie d’allevamento, dalle più intensive alle più tradizionali. La razza Rendena è caratterizzata da una mediana d’interparto di 95 giorni con un numero medio di lattazioni per vacca pari a 3.55. Le bovine Rendena garantiscono quindi in media la nascita di un vitello ogni anno ed esibiscono una durata in carriera almeno doppia rispetto a quella delle bovine di razze più specializzate quali Bruna e Frisona. La buona fertilità e capacità riproduttiva permettono il mantenimento della stagionalità dei parti che sono concentrati nei mesi autunnali in relazione alla diffusissima pratica dell’alpeggio nei mesi estivi anche delle vacche in latte.

Immagini: APT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena; Ufficio Stampa Comune di Pinzolo; Claudio Cominotti

INFO

ANARE - Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Rendena
via delle Bettine, 40 – 38100 Trento
www.anare.it mail info@anare.it

Mercoledì, 06 Aprile 2016

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